
Come vi ho già spiegato, tra le mille cose che impegnano le mie giornate, c'è anche il volontariato.
Sono vicepresidente di un'associazione di Milano, La Fenice. Nata a gennaio di quest'anno, con l'aiuto e l'appoggio di altre 2 ragazze T (2 bellissime ragazze T), ci siamo impegnat* in questo progetto e abbiamo fondato un' associazione di volontariato che fornisse supporto e sostegno a persone transessuali, transgender o verso chiunque si volesse avviciare alle tematiche di genere con rispetto e interesse propositivo.
Ora, sono vicepresidente, ma non pensate che questa parola, porti con sé grandi meriti o privilegi.
Credo che sia più una formalità che un titolo. Mi sento più volontario che vicepresidente.
Di cosa mi occupo?
Quando pensi al volontariato e a quello che vorresti fare per aiutare le persone che, come te, hanno davanti un percorso difficile, vorresti spaccare il mondo. Pensi subito a cosa è mancato a te, quando hai iniziato e cerchi sudito di colmare questo vuoto. Perchè tutto vorresti, forchè sapere che una persona, che ti ha cercato, per un aiuto, sia costretto a subire le mancanze e le lacune di una società giudicante e moralista...che poi possiamo permetterci di essere moralisti? Se imparassimo a guardare di più in casa nostra forse ci renderemmo conto che è più importante avere un' ETICA DI BASE CHE UNA MORALE COME METRO DI GIUDIZIO.
Ma purtoppo, quando si parla di comunità di minoranza, che subisce l'ingnoranza, la discriminazione, la frustrazione e l'arrivismo, il volontariato non basta...Ti rendi conto che c'è da cambiare il mondo.
Questo il primo muro con cui ti scontri..E' frustrante e fa molta rabbia sapere che per quanti siano i tuoi sforzi, le energie non saranno sufficienti per decostruire millenni di cultura che limita e incasella in un ruolo sociale: MASCHIO FEMMINA. e da li ci sarà tutto il resto.
Poi pensi che forse vale la pena lavorare per quelle poche persone a cui un aiuto lo puoi dare. E' comunque gratificante sapere che, fuori di casa tua, c'è qualcuno che ha voglia di ascoltare. C' è chi ti rispetta per la persona che sei a prescindere dalle tue scelte..Oltretutto lecite. Sarò uno fortunato, ma io di persone così, ne ho incontrate tante..e non credo molto nella fortuna.
Cosi' ho spostato lo sguardo. Ho inizato a pensare che non c'è bisogno di cambiare il mondo; anche perchè il mondo non cambia per te. Allora cosa posso fare? Posso spostare il mio sguardo sul mondo.
Posso essere io responsabile delle mie scelte e cercare di limitare il più possibile le inflenze della scietà. Iniziare ad ammettere che, come dice la volpe al piccolo principe, io sono responsabile per la mia rosa. Direi che è un ottimo punto di partenza.
Ok, non risolve il problema perchè comunque con le persone ci dobbiamo confrontare continuamente, però ragazzi, io sono sereno con me stesso. Ma ve ne parlerò un altro giorno...Torniamo al volontariato.
Dicevo...che è dura, ma lo faccio per il motivo che vi ho citato sopra e anche perchè, se quando ho avuto bisogno io, non ci fossero state delle persone a sostenermi, guidarmi e SOPPORTARMI, ora non credo che sarei qui, con questo bagaglio di AUTOCOSCIENZA e rielaborazione di me. E se la mia vita è qualitativamente e quantitativamente migliorata, non lo devo solo a me e ai miei sforzi, ma anche a queste persone che ci sono state quando io ancora credevo di ESSERE L'UNICO AL MONDO.
Quando sei una persona T, sia che tu abbia già iniziato il tuo percorso, sia che tu sia ai primi passi, le associazioni come la nostra, spesso e volentieri sono l'unico scoglio a cui puoi aggrapparti.
Non pensate che medici e psicologi siano tanto aperti e comprensivi con le persone T...sono pochi gli specialisti che non ti trattino come un malato di mente..almeno in Italia è così.
A volte neanche gli amici e i familiari possono sostenerti...il tuo è un percorso troppo paticolare perchè possa essere compreso e capito..sapere cosa si prova quando il tuo corpo e la tua mente si cozzano e nessuno dei due vuole mollare...sei inerme..il tuo corpo che si sviluppa secondo il tuo corredo cromosomico, e la tua testa che, per quanto tu ogni mattina faccia training autogeno dicendole di comportarsi da signorina, si impunta facendoti fare cose per le quali poi, ti sentirai dire dalla prima coppia di vecchiette acide: "ma è un maschietto o una femminuccia"...e ce n' è anche per chi ti conosce: "Diana, smettila con quegli atteggiamenti da maschiaccio"....CHE NERVIIIIIII!!!!!
Ma cosa volete da me...non sono io che decido, io alla testa glie lo dico di comportarsi in un certo modo...ma poi lei è più forte (e per fortuna)!!!!!
Insomma credo che andrò avanti a fare volontariato per molto tempo perchè mi ricordo ancora, come fosse ieri, quanto si sta male a sentirsi sbagliati, unici al mondo e colpevoli. affrontare da soli un mondo, la cui morbosità è soffocante e invadente..COME SEI FATTO, SEI MASCHIO O FEMMINA, COME SONO FATTI I TUOI GENITALI...al mondo poco interessa del tuo percorso, e di cosa vivi e hai vissuto. Sono cose che negli anni ti segnano e che porti con te tutta la vita ma se non li affronti, la vita te la condizionano. E per affrontarli ti serve confrontarti con chi, almeno in parte, vive le tue esperienze. E' per questo che ho intenzione di ascoltare e aiutare, spero ancora per molto tempo, le persone che non hanno più intenzione di subire un' imposizione, un giudizio da chi neanche sa di cosa stia parlando.
buona giornata

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